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domenica 17 marzo 2013

IL MISTERO DEI REPERTI DI ROBERTA RAGUSA


Il giorno dopo l'annuncio del Tgcom24 del ritrovamento di reperti riconducibili a Roberta Ragusa, la donna scomparsa nel pisano oltre un anno fa, i carabinieri guidati dal comandante provinciale, colonnello Gioacchino Di Meglio, si trincerano dietro il silenzio e si rifiutano di parlare con i cronisti. Assenti in procura il procuratore Ugo Adinolfi e il pm titolare delle indagini Aldo Mantovani.
Bocche cucite anche tra gli investigatori che conducono l'inchiesta: il colonnello Gianni Fedeli e il capitano Michele Cataneo, che hanno preferito non incontrare i giornalisti facendo dire al piantone della caserma che sulla vicenda non sarebbero andati oltre il "no comment". Roberto Cavani, avvocato difensore del marito di Roberta, Antonio Logli, unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere, fa sapere di non "essere stato informato" dagli inquirenti di alcun ritrovamento ma che comunque se "si fosse trattato di resti umani avrebbero dovuto informarci in quanto parte del procedimento penale nell'eventualità di svolgere qualunque tipo di accertamento irripetibile".
Cavani ha anche ricordato che "quando furono ritrovati gli indumenti nel bosco di Montaione, nei pressi di San Miniato (Pisa) fummo chiamati per effettuare il riconoscimento di quegli oggetti: questa volta non ci hanno informati". Resta dunque da chiarire la natura dei reperti e se imprimeranno un'accelerazione all'inchiesta. Secondo indiscrezioni, la raffica di interrogatori previsti (a cominciare dalla cerchia di amici e parenti della famiglia) che si concluderanno con l'esame dell'indagato inizieranno solo dopo Pasqua.

giovedì 21 febbraio 2013

ROBERTA RAGUSA, SI CERCA IN CASA LOGLI

PISA - Continuano le indagini sul caso Ragusa. Una perquisizione è in corso nell'abitazione della famiglia di Roberta Ragusa a Gello di San Giuliano Terme ed è condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale. I militari stanno ispezionando alcune parti del complesso residenziale di proprietà dei Logli, famiglia del marito, ma non è chiaro se si stiano seguendo nuovi spunti investigativi. La donna è scomparsa da oltre un anno e gli inquirenti sospettano che a ucciderla sia stato il marito. La sensazione è quella che si possa essere vicini a una clamorosa svolta e che gli inquirenti siano sul posto per verificare una volta per tutte se il corpo della povera Roberta possa essere nascosto da qualche parte proprio in quella che era la sua casa.


LA PERQUISIZIONE 
Sul posto da stamani operano anche i cani del nucleo cinofilo di protezione civile della pubblica assistenza di Rosignano Marittimo (Livorno) specializzati nell'individuazione di tracce ematiche e resti umani. Stando a quanto si è appreso, le ricerche si concentrano particolarmente in un capannone adibito a magazzino posto sul retro della casa e anche in altre pertinenze di proprietà della famiglia Logli, nel complesso residenziale di via Ulisse Dini a Gello di San Giuliano Terme dove viveva Roberta Ragusa, l'autoscuola e altre attività commerciali che risultano regolarmente aperte: si tratta di un'autofficina e una scuola di danza. Nello stesso complesso anche se in case separate abitano i genitori di Logli e il fratello. 

"ALLONTANATE I GIORNALISTI" L'avvocato di Antonio Logli, Roberto Cavani, ha chiesto l'intervento dei carabinieri della stazione di Pontasserchio (Pisa) per fare allontanare il più possibile giornalisti, fotografi e cameraman dalla proprietà della famiglia dove è tuttora in corso la perquisizione. I cani del nucleo cinofilo di protezione civile della Pubblica assistenza di Rosignano Marittimo (Livorno), specializzati nell'individuazione di tracce ematiche e resti umani, stanno ispezionando vari luoghi della casa e del giardino di casa, oltre a un capannone adibito a magazzino e altre pertinenze di proprietà della famiglia. La perquisizione è stata disposta dalla procura di Pisa.