martedì 5 marzo 2013

1954 - 2013 ADDIO CHAVEZ


Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, è morto. Chavez, che nei mesi scorsi era stato operato di cancro, si è spento a Caracas alle 16,25 ora locale. Ad annunciarlo in tv il vice presidente e delfino designato, Nicolas Maduro.
La notizia è arrivata dopo una giornata molto convulsa, con gli alti vertici politco-militari venezuelani che si erano riuniti dopo l’aggravamento delle condizioni di salute del presidente. Proprio Maduro aveva riunito il consiglio dei ministri, i 20 governatori socialisti delle regioni del paese e l’alto comando delle Forze Armate. Ufficialmente il motivo della riunione era una “valutazione del progresso del progetto nazionale per lo sviluppo del paese”. In serata la notizia della morte. “E’ un momento di profondo dolore”, ha detto Maduro, interrompendosi fra i singhiozzi, in un discorso televisivo alla nazione.
Lo stesso  Maduro aveva denunciato anche l’esistenza di un “piano per destabilizzare” il Venezuela dietro la malattia di Chavez. Di più: Chavez si è ammalato perché “è stato attaccato”, come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat. Tanto che è già pronta “una commissione speciale di scienziati” potrà confermare questa tesi. “Non abbiamo dubbi sul fatto che il comandante sia stato attaccato con questa malattia”, ha aggiunto Maduro. “Si tratta di un tema molto serio”, ha proseguito il vicepresidente, aggiungendo che “gli storici nemici della nostra patria hanno cercato il modo per danneggiare Chavez”. “La destra corrotta” del Venezuela – ha proseguito Maduro riferendosi all’opposizione – vuole “distruggere il comandante e il suo lavoro” ed “ha sempre odiato il presidente: non c’è in loro nemmeno un minimo di compassione umana. Vogliono inoculare odio affinché la rabbia del nostro popolo si trasformi in violenza”. Ciò dovrebbe a sua volta “portare ad un intervento estero”.

Intanto il Venezuela ha espulso, ha spiegato Maduro, due addetti militari dell’ambasciata Usa per aver agito a favore della destabilizzazione del Paese. Il primo è David Del Monaco accusato da Maduro di essere tra i “nemici della patria” che hanno “provocato alterazioni”, e cioè sabotato, “il sistema elettrico del paese, generando il caos”. Il secondo, in meno di un’ora, è David Kostal, anch’egli facente parte della rappresentanza dell’Aviazione Usa presso la sede diplomatica. Kostal è stato “dichiarato persona non grata”. Entrambi sono accusati di aver “proposto piani cospiratori” a ufficiali venezuelani in servizio attivo per indurli a organizzare un golpe contro Chavez.
Rivolgendosi alla Nazione in diretta televisiva Maduro ha sottolineato come Chavez stia “attraversando le ore più difficili” e “le circostanze peggiori che gli è toccato vivere dall’istante stesso della sua ultima operazione chirurgica” per l’asportazione di un tumore, l’11 dicembre scorso all’Avana, quarto intervento del genere in meno di un anno e mezzo. Anche il Paese, ha incalzato Maduro, deve fare i conti con il “momento più delicato” della sua storia recente: “Pace e vittoria per questa nostra patria che sta al fianco del nostro Comandante”, ha aggiunto il numero due del regime, delfino e sostituto di fatto di Chavez. Questi, ha confermato, soffre di una “infezione molto grave”, e di “complicazioni nella situazione respiratoria”. I medici sono costantemente al capezzale del 58enne paziente per curarlo, ha concluso Maduro, il quale ha infine invitato il popolo venezuelano a “pregare” per il proprio leader.
Nonostante ciò, il comandante presidente continua ad essere “aggrappato a Cristo e alla vita”, ha aggiunto il ministro la notte scorsa il ministro per la comunicazione Ernesto Villegas, ricordando che Chavez sta seguendo le indicazioni ordinate dall’equipe medica dell’Hospital Militar di Caracas dove si trova da un paio di settimane, dopo le cure ricevute in una clinica all’Avana. Il governo è accanto ai familiari del presidente “in questa battaglia piena d’amore e spiritualità”, ha aggiunto Villegas, il quale ha lanciato un appello al popolo venezuelano “per rimanere in lotta, incolume davanti alla guerra psicologica dispiegata dai laboratori stranieri ed amplificati dalla destra corrotta venezuelana”. Tali ambienti puntano a “favorire scenari di violenza quale pretesto per un intervento straniero nel paese”, ha aggiunto il portavoce, denunciando “i nemici storici di Hugo Chavez”. “L’unità e la disciplina – ha aggiunto – sono ora le basi per garantire la stabilità politica della patria”.
Chavez è rientrato una quindicina di giorni fa a Caracas da Cuba, dove lo scorso 11 dicembre è stato sottoposto alla sua quarta operazione contro il cancro. Proprio per ragioni di salute, il capo dello Stato non si è ancora insediato per un altro mandato, a seguito della sua netta vittoria alle presidenziali dello scorso 7 ottobre. Durante il fine settimana, il vicepresidente Nicolas Maduroaveva reso noto che Chavez stava affrontando un nuovo e duro ciclo di chemioterapia, che non gli impediva – era stato precisato – di governare il paese dal suo letto di ospedale. Tali considerazioni erano state subito messe in discussione dall’opposizione ‘antichavista‘, secondo la quale il presidente è ormai in fase terminale, non più in grado di svolgere le sue funzioni.
Proprio per queste ragioni, l’opposizione aveva invitato il governo a fornire informazioni più complete sullo stato di salute di Chavez. La richiesta era stata fatta propria tra l’altro anche da un gruppo di studenti che da giorni ormai si sono incatenati in una strada vicino all’ospedale militare diCaracas, dove è ricoverato dal 18 febbraio Chavez, per chiedere al governo di dire la verità. In questi tre mesi di assenza dalla scena politica, il governo di Caracas ha pubblicato solo quattro foto che mostrano Chavez provato ma sorridente, tra le figlie, nel letto dell’ospedale all’Avana. Il presidente ha trascorso 70 giorni all’Avana, e, dopo un intervento chirurgico “alla zona pelvica”, ha subito una tracheotomia per aiutare la respirazione dopo un’infezione ai polmoni.

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