RICORDANDO LA STORIA

VIZI E ULTIMI GIORNI DEL DITTATORE TEDESCO ADOLF HITLER




Sulla torbida personalità e sui vizi di Hitler molto si conosceva già, si era già scritto delle sue tendenze omosessuali e della sua preferenza per Rudolf Hess, sapevamo che faceva costante uso di anfetamine e di altre droghe, che con tutta probabilità i suoi rapporti con Eva Braun non furono mai più che platonici e che amasse dipingere, benché lo facesse malissimo. Il recente ritrovamento di documenti risalenti ai suoi ultimi giorni di vita nel bunker di Berlino arricchisce di curiosi dettagli la sua biografia. A quanto pare il Führer soffriva di  una terribile flatulenza, cosa che rendeva la vita accanto a lui nel rifugio sotterraneo, di per sé poco aerato, particolarmente insopportabile. I suoi modi erano rozzi e le carte ritrovate contenenti una minuziosa cronaca delle sue ultime ore ce lo descrivono bulimico: si ingozzava di cibo, mangiando meccanicamente e ingurgitava quantità smodate di torta.


GHEDDAFI, IL DITTATORE DEL SESSO



Rapiti da adolescenti, seviziati e costretti a soddisfare gli appetiti sessuali del Colonnello. Maschi o femmine, a Muammar Gheddafi sembrava importare poco. Nella sua reggia di Bab al Aziza andava in scena la versione originale del Bunga bunga, roba da far paura anche alle olgettine più scafate.
Le storie delle vittime del Rais libico, ucciso a Sirte il 20 ottobre 2011, sono state raccontate da Annick Cojean, una tra le più famose giornaliste francesi, che per scrivere Le prede ha raccolto le testimonianze di alcune ragazze che hanno fatto parte dell'harem di Gheddafi.
Tra queste c'è Soraya (il nome è però di fantasia), che a Bab al Aziza ha passato cinque dei suoi 23 anni. Prelevata 15enne da una delle Amazzoni del Colonnello, che l'aveva notata nel liceo che frequentava a Sirte, portata via da casa per soddisfare la Guida del Paese.
Accolta da quest'ultimo completamente nudo, sul suo letto: «Sono come un padre per te, ma anche un fratello», le disse la prima volta che lo vide.
Il compito di Soraya, e di tante altre ragazze (e probabilmente ragazzi) era quello di soddisfare le voglie sessuali di Gheddafi. Veri e propri schiavi del sesso, vestiti con mise sexy, umiliati e costretti a compiere una serie di atti contrari alla religione islamica, come bere alcol e fare uso di cocaina.
Il ramadan però, a suo modo, lo osservava anche il Colonnello. Nel mese del digiuno rituale anche lui rinunciava a qualcosa: l'eiaculazione.
A procacciargli le ragazze un vero e proprio esercito di lacché, pronti a tutto pur di compiacere l'uomo più potente del Paese. Una storia di sfruttamento e violenza che ha coinvolto centinaia di ragazzi e ragazze, donne sposate anche con funzionari pubblici. Per Gheddafi non era certo un problema, per chi condivideva la propria moglie col Rais, probabilmente, addirittura un onore.

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